L’inchiesta sulla morte dell’imprenditore Onorato, vedova si oppone ad archiviazione

La vedova dell’imprenditore Angelo Onorato, trovato morto nella sua auto, sulla circonvallazione di Palermo, a giugno 2024, ha presentato opposizione alla seconda richiesta di archiviazione formulata dalla Procura del capoluogo siciliano. Lo rende noto l’avvocato Vincenzo Lo Re, legale di Francesca Donato, vedova dell’architetto deceduto. Il procedimento e’ stato iscritto per il reato di omicidio a carico di ignoti ma, nonostante una prima ordinanza con cui il Gip aveva disposto altri sei mesi di indagini, i pm sono tornati a chiedere l’archiviazione, perche’ non sono riusciti a individuare il presunto responsabile. “Riteniamo – scrive l’avvocato Lo Re in una nota – che aspetti fondamentali della vicenda non siano stati ancora chiariti e che permangano elementi che meritano ulteriori accertamenti”. Il legale richiama l’ordinanza del 20 marzo scorso: il Gip tra l’altro, aveva chiesto di verificare i possibili percorsi pedonali nell’area del ritrovamento della jeep del professionista, il quadro medico-legale, le tracce genetiche e i rapporti personali ed economici della vittima. “Non tutti gli accertamenti richiesti sono stati eseguiti e altri, a nostro avviso, sono stati condotti in maniera non sufficientemente approfondita”, osserva l’avvocato.
La difesa contesta in particolare la conclusione secondo cui la zona sarebbe raggiungibile solo attraverso un percorso coperto dalle telecamere. Secondo le stesse annotazioni della Squadra Mobile, la videosorveglianza non inquadra ne’ l’inferriata accanto all’auto ne’ l’accesso a piedi in via Minutilla. Nell’opposizione il legale indica poi altri elementi che, a suo giudizio, contrastano con l’ipotesi del suicidio. Lo sportello posteriore destro dell’auto risulta aperto alle 11.07 e mai richiuso. Sui tappetini posteriori sono stati trovati aghi di pino e la cintura di sicurezza era in una posizione anomala. Sulla fascetta non c’erano impronte. Sempre alle 11.07 Onorato aveva detto al telefono a un dipendente di essere “con persone”. All’atto e’ allegata una relazione della genetista di parte, Elena Carra. La relazione segnala tracce di Dna di uno o piu’ soggetti non identificati su dodici reperti e chiede ulteriori accertamenti. “Il nostro obiettivo e’ che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato. Le questioni ancora irrisolte impongono, a nostro giudizio, di proseguire le indagini prima di arrivare a una definitiva archiviazione del procedimento”, conclude Lo Re.

