Pestato nella villa comunale e minacciato di morte per ritirare la querela: chiesti 4 rinvii a giudizio

Prima sarebbe stato pestato a sangue, senza alcun apparente motivo, all’interno della villa comunale di Ravanusa. Qualche giorno più tardi, invece, minacciato di morte insieme alla moglie affinché ritirasse la querela sporta nei confronti del branco che lo aveva aggredito. La Procura di Agrigento – con il pm Annalisa Failla – ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di quattro persone accusate, a vario titolo, di lesioni aggravate in concorso, stalking e violenza privata. Si tratta di Giovanni Pio Galiano, 23 anni; Raffaele Mattia Avarello, 20 anni; Giuseppe Galiano, 49 anni; Carmelo Marchese Ragona, 57 anni, tutti di Ravanusa. I quattro sono difesi dagli avvocati Salvatore Manganello e Calogero Meli. La persona offese, invece, è rappresentata dall’avvocato Carmelo Pitrola.
La vicenda è legata all’aggressione avvenuta nell’ottobre dello scorso anno all’interno della villa comunale del paese. Ai primi due viene contestato il reato di lesioni aggravate in concorso per aver partecipato attivamente – insieme ad un minorenne – al pestaggio del cinquantenne. Secondo quanto ricostruito i due giovani si sarebbero scagliati contro l’uomo picchiandolo anche con l’utilizzo di un tirapugni. La vittima, con il volto tumefatto, riportò traumi sparsi e la frattura di diverse ossa. In quell’occasione venne preso a pugni anche una seconda persona, giunta in soccorso della vittima. Il cinquantenne riconobbe alcuni dei suoi aggressori e denunciò l’accaduto ai carabinieri. Dieci giorni più tardi arrivarono le minacce. Secondo quanto ricostruito, infatti, il padre di uno degli indagati e un conoscente avvicinarono un parente della vittima incaricandolo di comunicare al cinquantenne di ritirare la querela altrimenti “sarebbe accaduta una guerra”. Per questo motivo ai due viene contestato il reato di atti persecutori e violenza privata.

