“Se chiami i carabinieri ti ammazzo..”, 53enne di Favara a processo per maltrattamenti

Per almeno sei anni avrebbe insultato, offeso e minacciato di morte la moglie provocandole uno stato d’ansia e sofferenza. La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un 53enne di Favara – R.R. – con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’imputato, difeso dagli avvocati Giuseppe Barba e Ignazio Sbalanca, ha chiesto questa mattina di essere giudicato con il rito abbreviato. Il procedimento è in corso davanti il giudice Alberto Lippini.
La vicenda risale al 2020 ma i maltrattamenti, secondo quanto ipotizzato dal pm Annalisa Failla, si sarebbe protratti fino all’aprile scorso quando nei confronti del favarese è scattata la misura cautelare del divieto di dimora e di avvicinamento alla moglie. Il 53enne, secondo l’accusa, si sarebbe reso protagonista di episodi particolarmente allarmanti. Negli ultimi cinque anni di convivenza le minacce sarebbero state quasi quotidiane: “Se chiami i carabinieri ti ammazzo” oppure “Ora ci penso io a te..”. Nell’aprile 2025, invece, avrebbe tentato di sfondare il portone dell’abitazione dell’ex coniuge: “Vedi che non ti finisce bene..” Infine avrebbe anche cercato di farsi consegnare dal suocero una pistola calibro 7.65 con le relative munizioni. La persona offesa si è costituita parte civile tramite l’avvocato Maria Alba Nicotra.
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