martedì 20 Ottobre 2026
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Medico “assenteista” lavorava privatamente, contestato danno erariale di 373 mila euro 

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All’esito degli accertamenti eseguiti dalla Guardia di finanza di Catania su delega della Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti di Palermo, la predetta Autorità giudiziaria contabile ha emesso un atto di citazione in giudizio nei confronti di un medico chirurgo estetico, operante nelle province di Catania e di Messina, contestandogli un danno erariale quantificato in oltre 373.000 euro, derivante dall’aver esercitato – dopo aver optato per il regime “intramoenia” presso l’ospedale da cui dipendeva – prestazioni “extramoenia” non autorizzate, senza mai impegnarsi nello smaltimento delle liste di attesa della struttura pubblica che, nel frattempo, continuavano ad allungarsi.

Nel dettaglio, gli approfondimenti investigativi condotti dal I Gruppo di Catania hanno consentito all’Organo di giustizia contabile di acquisire elementi a sostegno del fatto che, nel corso del 2021, il medico in questione, seppur legato all’Azienda sanitaria con percezione dell’annessa “indennità di esclusività”, avrebbe esercitato attività libero professionale non autorizzata presso alcuni studi medici privati nelle province di Catania e Messina, nonché per una società di lavoro interinale, anche in giorni e orari in cui figurava in servizio presso l’ospedale di appartenenza. Il professionista avrebbe erogato le proprie prestazioni anche presso una clinica privata nel messinese, interponendo altri medici con la funzione di “prestanome” all’interno delle cartelle mediche e nelle fatture emesse dalla clinica stessa. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla disamina della documentazione extra contabile acquisita presso lo studio del medico, che ha consentito la ricostruzione dei compensi percepiti “in nero” a fronte delle prestazioni rese per trattamenti di chirurgia estetica. La quantificazione dei corrispettivi così percepiti è stata resa complessa dalla necessità di “decodificare” – anche grazie alle informazioni acquisite dalle Fiamme Gialle etnee dagli oltre 130 pazienti – le sigle “alfanumeriche” riportate nell’agenda personale dove il professionista aveva sistematicamente annotato nel tempo i compensi effettivamente indebitamente incassati “in forma privata” per le prestazioni mediche.

L’atto di citazione è stato notificato, in quanto ritenuti responsabili in solido del danno erariale, anche nei confronti del primario del reparto ospedaliero, il quale non avrebbe vigilato sull’effettiva presenza del medico presso il nosocomio nei turni/orari di servizio previsti, nonché nei confronti della clinica privata presso cui il professionista avrebbe operato e di altro medico che si sarebbe prestato a figurare, in luogo del collega, sui documenti sanitari e fiscali prodotti dalla citata struttura sanitaria.  L’attività testimonia il costante impegno della Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo e dei Finanzieri del Comando Provinciale di Catania nel contrasto degli illeciti economico-finanziari a danno del S.S.N. e, più in generale, a tutela della spesa pubblica, in attuazione del protocollo d’intesa tra la Procura Generale della Corte dei Conti e il Comando Generale della Guardia di Finanza e della specificità attribuita ai militari del Corpo in materia di danno erariale.

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