martedì 20 Ottobre 2026
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Due pistole in camera da letto, arrestato esponente del clan

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Due pistole, una delle quali con la matricola abrasa, e numerose munizioni nascoste nella camera da letto. È quanto hanno trovato i Carabinieri della Compagnia di Paternò nell’abitazione di Vito Amoroso, 59 anni, figura di rilievo del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, gruppo mafioso attivo nel territorio biancavillese e ritenuto collegato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano. L’intervento è stato condotto dai militari della Sezione Operativa che, ben conoscendo la caratura criminale del 59enne, peraltro sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, hanno organizzato una perquisizione presso la sua abitazione alla ricerca di armi. 

Di primo mattino, dunque, gli investigatori hanno bussato alla porta dell’uomo, dando inizio alle verifiche nell’abitazione indipendente, a due piani, situata non distante dal centro del paese.  Qui, nella camera da letto, precisamente sotto il letto matrimoniale, i Carabinieri hanno scovato una busta al cui interno, avvolta in uno straccio, c’era una pistola mod. 950, con il colpo in canna e matricola abrasa, e con il caricatore inserito al cui interno c’erano altri 7 colpi calibro 6,35.  Nella stessa stanza, all’interno del comodino, era stata nascosta un’altra arma, ovvero una Calibro 38 special, a tamburo, con matricola parzialmente leggibile e all’interno 6 colpi; ben altri 11 proiettili erano stati sistemati in un guanto in lattice, adoperato come contenitore. 

I revolver e le munizioni sono stati sequestrati per i successivi accertamenti e, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, Amoroso è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, ristretto presso la Casa circondariale di Catania Piazza Lanza, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva.  Nel corso degli anni, Amoroso è stato coinvolto in diversi procedimenti penali, afferenti svariati ambiti della criminalità, tra cui proprio la disponibilità di armi, oltre che le attività dei gruppi mafiosi locali. Nel 2013 Amoroso è stato arrestato proprio per detenzione illegale di armi e munizioni, oltre che per possesso di documenti d’identità falsi. Nel dicembre 2015 era poi comparso tra i destinatari di provvedimenti restrittivi eseguiti nell’ambito dell’operazione “Adernò”, che ha interessato gruppi criminali attivi tra Adrano e Biancavilla, con contestazioni riguardanti, tra l’altro, il traffico di sostanze stupefacenti. Il suo nome è, inoltre, emerso nel febbraio 2019 nell’operazione antimafia “Città blindata”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e incentrata sulle attività del gruppo mafioso operante a Biancavilla.

Tuttavia, la ricostruzione del suo ruolo all’interno della consorteria mafiosa è emersa nell’ambito delle indagini successive ai due omicidi avvenuti a Biancavilla nel gennaio 2014, quelli di Agatino Bivona e Nicola Gioco. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo la scarcerazione e il ritorno a Biancavilla nel luglio 2014, Vito Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe, detto “Pippo l’avvocato”, nella gestione del gruppo mafioso, ricevendo quotidianamente visite di persone che lo aggiornavano sugli sviluppi delle dinamiche criminali. Le vicende dei due fratelli si sono intrecciate proprio in quel periodo, quando i Carabinieri hanno cercato di ricostruire gli equilibri mafiosi di Biancavilla: l’influenza dei due fratelli sarebbe stata esercitata attraverso una rete di collaboratori e affiliati, con interessi nel traffico di stupefacenti, nella disponibilità di armi e nelle attività estorsive. In quello stesso periodo, gli investigatori hanno documentato anche tensioni interne al contesto criminale di cui Amoroso faceva parte, fino al progetto di un gruppo rivale di eliminarlo, sventato nell’ottobre 2014 dall’intervento congiunto di Carabinieri e Polizia di Stato.  Questo nuovo intervento dei Carabinieri si inserisce nell’attività di costante monitoraggio del territorio e di contrasto alla circolazione illegale delle armi, con l’obiettivo di individuare e sequestrare strumenti letali potenzialmente utilizzabili per commettere gravi reati e impedire che possano rimanere nella disponibilità della malavita.

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