Uccise 21enne con colpo di pistola alla testa, ora potrebbe avere permesso premio per pregare

Gaetano Maranzano, il killer di Paolo Taormina, il 21enne ucciso un anno fa con un colpo di pistola alla testa davanti al pub della famiglia a Palermo, potrebbe ottenere un permesso per uscire dal carcere e andare a pregare sulla tomba della nonna. La Cassazione ha annullato il provvedimento con cui all’ omicida dello Zen era stata negata la visita al cimitero e ha disposto un nuovo esame della richiesta. Lo scrive il Giornale di Sicilia. Maranzano è detenuto nel carcere Pagliarelli. Quando le condizioni dell’anziana si erano aggravate, il gip lo aveva autorizzato a raggiungerla a casa.
Quell’incontro, però, non si era potuto svolgere. Dopo la morte della donna, il giovane aveva quindi presentato un’altra domanda: voleva riunirsi ai familiari per condividere il dolore oppure, in alternativa, rendere omaggio alla defunta dove era stata sepolta. Il giudice, però, aveva respinto entrambe le richieste e la Corte d’appello aveva confermato il rifiuto. Per i magistrati di secondo grado, dopo la tumulazione era venuta meno “l’eccezionalità dell’evento” che giustificava l’uscita, puntualizzando che “le esigenze di raccoglimento in preghiera possono essere soddisfatte nel luogo di detenzione”. La difesa ha contestato questa interpretazione, sostenendo che “il sostegno reciproco tra parenti” e il momento di raccoglimento sulla tomba rispondono a esigenze che non possono essere soddisfatte semplicemente restando in cella.
La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Monica Boni, relatore Raffaello Magi, ha accolto solo in parte il ricorso. I giudici hanno confermato il no alla riunione di famiglia ma ritenuto insufficienti le ragioni per impedire a Maranzano di recarsi al cimitero. La morte di un familiare stretto, spiega la Suprema corte, è un fatto “sicuramente eccezionale nel percorso di vita di ogni persona” e la prima autorizzazione rimasta senza seguito non attenua il peso della perdita. Per questo occorre valutare con maggiore attenzione come consentire al detenuto di affrontare il lutto. Per la Cassazione, rendere omaggio alla nonna al cimitero è “una modalità concreta e socialmente accettata di raccordo intimo con la persona defunta”.

