Tentata violenza sessuale a Villaggio Mosè, indagato 40enne
Nonostante lo spavento, la ragazza ha avuto la prontezza di fotografare con il cellulare la targa del veicolo. Poco dopo si è rivolta ai carabinieri, ha raccontato quello che era successo e ha mostrato le immagini. Dalla targa i militari sono risaliti al proprietario dell’auto, e il 41enne è stato iscritto nel registro degli indagati.
Un passaggio in auto per tornare al centro di accoglienza si sarebbe trasformato in un’aggressione. Un uomo di 41 anni di Agrigento è indagato per tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza somala di 21 anni, ospite di una struttura per migranti della zona. Ha presentato denuncia lei stessa e l’inchiesta è nelle mani dei carabinieri.
I fatti risalgono a sabato sera. Secondo la ricostruzione della ragazza, l’uomo le avrebbe offerto un passaggio per riaccompagnarla al centro in cui è ospitata. Lei avrebbe accettato e sarebbe salita in auto. Durante il tragitto, sempre secondo il suo racconto, il 41enne le avrebbe fatto avance sessuali, cercando di baciarla e di toccarla. La ragazza lo avrebbe respinto. A quel punto l’uomo l’avrebbe spinta con forza fuori dall’auto e sarebbe ripartito, lasciandola da sola in strada.
Nonostante lo spavento, la ragazza ha avuto la prontezza di fotografare con il cellulare la targa del veicolo. Poco dopo si è rivolta ai carabinieri, ha raccontato quello che era successo e ha mostrato le immagini. Dalla targa i militari sono risaliti al proprietario dell’auto, e il 41enne è stato iscritto nel registro degli indagati.
Gli investigatori dovranno ora verificare il racconto della vittima e accertare quello che è successo in quei minuti. Tra le verifiche possibili ci sono i controlli sui movimenti del veicolo e sulle eventuali telecamere di videosorveglianza lungo il percorso, oltre all’ascolto di chi potrebbe aver visto qualcosa.
Per l’ipotesi di reato contestata si applicano le procedure accelerate del cosiddetto “Codice rosso”, la legge che dal 2019 prevede tempi più rapidi per i reati di violenza sessuale e di genere. Tra queste c’è l’audizione della persona offesa da parte del pubblico ministero entro pochi giorni dalla denuncia.
La vicenda colpisce anche per la condizione della vittima: una giovane donna straniera, lontana dal proprio Paese e ospite di un centro di accoglienza, quindi particolarmente esposta. La sua reazione è stata decisiva. Ha scattato la foto e ha denunciato subito, e senza quegli elementi risalire all’automobilista sarebbe stato molto più difficile.
Articolo pubblicato su Grandangolo Agrigento.

