Caro carburanti: a Naro il diesel a 2,35, a Linosa la benzina oltre i 3 euro ma il governo cancella il bollo dal 2027
Mentre il governo annuncia la cancellazione di una delle tasse più odiate e vara il quindicesimo taglio delle accise, alla pompa in provincia di Agrigento si toccano i prezzi record: nell'entroterra Naro supera il capoluogo, sulle Pelagie il pieno resta un salasso
Mentre il governo annuncia la cancellazione di una delle tasse più odiate e vara il quindicesimo taglio delle accise, alla pompa in provincia di Agrigento si toccano i prezzi record: nell’entroterra Naro supera il capoluogo, sulle Pelagie il pieno resta un salasso
Per capire quanto siano lontane le promesse di Roma dalla realtà del distributore sotto casa basta guardare due numeri, entrambi della provincia di Agrigento. A Naro, comune dell’entroterra, il gasolio ha raggiunto 2,349 euro al litro , con la benzina a 2,189. A Linosa, invece, la benzina ha toccato i 3,250 euro al litro. Due facce dello stesso caro carburanti: da una parte un paese collegato via strada che paga più del capoluogo e più della media siciliana, dall’altra un’isola dove il pieno è da sempre un lusso.
Il caso di Naro è quello che colpisce di più: supera nettamente sia la media regionale (intorno ai 2,24-2,26 euro per il diesel) sia lo stesso capoluogo Agrigento, dove il gasolio viaggia sui 2,28. Un dato che, per chi ci vive e ogni mattina deve spostarsi, è difficile da mandare giù. Sulle Pelagie, invece, il conto sale per ragioni strutturali, il carburante arriva solo via nave e sconta il sovrapprezzo del trasporto insulare, ma resta il record assoluto della provincia, con Linosa oltre i 3 euro e Lampedusa intorno ai 2,50.
È in questo scenario che arriva l’annuncio del governo Meloni: la “cancellazione” del bollo auto, definita dalla premier “una delle tasse più odiate dagli italiani”. Il dettaglio, però, ridimensiona l’entusiasmo: l’azzeramento scatterebbe solo dal 2027. La misura, contenuta in una bozza attesa in Consiglio dei ministri, riguarderebbe le autovetture fino a 80 kW (circa 109 cavalli) e tutti i motocicli: una platea di circa 14,5 milioni di mezzi, oltre il 70% delle auto in circolazione, con una sola agevolazione per cittadino. Costo stimato: 2,3 miliardi.
Qui si apre un nodo che tocca anche la Sicilia. Il bollo è un tributo regionale: secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, porta nelle casse delle Regioni circa 7,1 miliardi l’anno, in media 267 euro a famiglia. Cancellarlo significa dover trovare il modo di compensare quel mancato gettito, capitolo tutt’altro che secondario per un’isola a statuto speciale con i conti già fragili.
Sul fronte immediato, quello del pieno di oggi, il governo è al quindicesimo intervento sulle accise. Prima su benzina e gasolio, con sconti via via più esili, poi sul solo diesel per un beneficio di 17 centesimi al litro (Iva compresa), in vigore fino al 17 settembre. Provvedimenti a pioggia, quindi regressivi, per un costo complessivo superiore ai 2 miliardi, con effetti pressoché impercettibili: i prezzi alla pompa continuano a correre, spinti dalle tensioni in Medio Oriente e dalla guerra tra Russia e Ucraina. Stasera è attesa l’ennesima proroga, in forma ancora meno generosa, nonostante tre settimane fa fossero stati promessi interventi “più efficaci e selettivi”. L’ipotesi ora è un bonus in busta paga da ottobre per i dipendenti a basso reddito, esteso anche alle partite Iva.
Dalle opposizioni piovono critiche. Per Elly Schlein il governo ha messo solo “toppe insufficienti” e servirebbe invece tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Giuseppe Conte ironizza chiedendo se “c’è un governo”, tra benzina in salita, spesa più cara e mutui in aumento.
Il confronto con i numeri chiude il cerchio. In Sicilia la benzina self viaggia intorno ai 2,12-2,14 euro e il gasolio self sui 2,24-2,26, con l’isola tra le regioni più care d’Italia. Dentro la provincia di Agrigento, il capoluogo tocca i 2,28 di diesel, ma è nell’entroterra, a Naro, che si supera quota 2,34, mentre alle Pelagie si vola ben oltre. Il paradosso, allora, è tutto qui: si annuncia il taglio di una tassa che arriverà forse nel 2027, mentre il peso reale di ogni rifornimento, per gli automobilisti agrigentini, è già oggi ai massimi storici.

